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N°7/2004
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"Trap=Traphos"

Jusuf Hadzifejzovic

La V Biennale di Cetinje
REGIONES



Cetinje tra "Orchidea" e un carcere di regime

di Simonetta Lux


I partecipanti al progetto "Orchidea" sono numerosi, interessanti ed appartengono ai diversi Paesi dei Balcani. I due più drammatici autori di questa manifestazione (peraltro di grande qualità soprattutto tra i giovani) sono stati Ilija Soskic, pioniere della performance e video arte dell'Est Europa - potremmo dire - e Jusuf Hadzifejzovic, interessante artista croato che vive tra Sarajevo ed il Belgio.
Cetinje era la capitale del Montenegro, dove nel 1896 il re Nicola Petrovic, padre della regina d'Italia Elena, aveva fondato il Museo Nazionale. Qui René Block, direttore del Fredericianum di Kassel ed amico della Jugoslavia, ha stimolato anche al riconoscimento di artisti ormai nomadi per il mondo ma che il loro Paese, per la situazione disastrata della Federazione Jugoslava, tarda a riconoscere e sostenere pienamente.
Petar Kugovic, direttore del Museo Nazionale di Montenegro, all'interno dell'ampio ed internazionale progetto per la V Biennale, ha creato il progetto "Orchidea" dedicandolo a Nero Wolfe, detective che in Italia fu interpretato dall'attore Tino Buazzelli in una celebre serie TV trasmessa in 10 episodi dal 1969 al 1971. Nero Wolfe, come tutti sappiamo, era nato dalla fantasia dello scrittore statunitense Rex Stout (1886 - 1975) il quale l'aveva immaginato originario proprio del Montenegro.
E' interessante subito notare questo accento post moderno e questo understatement che ha connotato il nome, non più ideologico, della manifestazione artistica di Cetinije.
In questo senso uno dei progetti che Ilija avrebbe voluto realizzare era proprio in sintonia con questo accento de-ideologizzato: l'artista aveva infatti pensato di dedicare a quel geniale detective-gourmet che era Nero Wolfe, una riedizione della ricetta specifica del goulash che Wolfe faceva magistralmente. E l'avrebbe fatta, ci diceva Ilija, nella cucina del carcere...
Veniamo dunque al luogo in cui si è svolta la mostra e le performance, che è uno dei luoghi ormai più tetri della città: il carcere di Cetinije, abbandonato da quando la Jugoslavia si è sfasciata ed il Montenegro ha maturato la propria indipendenza confederandosi recentemente con la Serbia.
Il carcere è stato scelto da Petar Cukovic: dunque la scelta primaria non è in verità post-moderna. A vederlo è piccolo e terribile. Prima i nazisti e poi i comunisti hanno imprigionato, torturato, interrogato, affamato, dissidenti di qualsivoglia colore.
Entrare nel carcere è stato un colpo al cuore. In contrasto con il vissuto di Cetinije che il giorno dell'inaugurazione sembrava di grande allegria e disinvoltura. Ma torniamo a questi due artisti citati, non dimenticando di dire che anche l'ideatore di "Orchidea" e il curatore della Biennale hanno realizzato una loro installazione in questo spazio.
Ilija ha realizzato altri due progetti.
In uno degli ambienti, ha realizzato un opera intitolata Out?. In verità questa di Ilija, una bellissima installazione tipo Arte Povera nella quale mescola una bicicletta, due lunghi pali di legno legati strettamente alla canna della bicicletta con un filo di ferro - di quelli da campo di concentramento o da trincea. La bicicletta è puntata verso un muro della stanza come a voler aprire/sfondare un luogo. Out? ci parla della condizione difficile di molti dei grandi artisti poverissimi e transfughi per l'Europa in quanto pacifisti durante quella terribile guerra che i recenti barbari fatti in un altro Oriente ci hanno fatto dimenticare!
Il terzo progetto di Ilija, che è stato realizzato in occasione del suo compleanno il 2 agosto, si intitola Ceneri e fa parte del suo più ampio progetto Traphos, progetto nato dalla metà degli Anni Ottanta e inteso come "nutrimento originario della mente di un individuo" che si mostra nel tempo attraverso una serie di opere o azioni ambientali.
Dunque Ilija ha in qualche modo soggettivizzato ed insieme universalizzato questo luogo, con uno sguardo più occidentale e sicuramente non più ideologico.
Ma cosa proveranno autori e persone di fronte a questo fatto così apparentemente inserito nella tradizione della neo avanguardia, ma un fatto tuttavia improvviso, incredibile in sé svelatore di coscienze? Sin dall'inizio, il giorno dell'apertura, si sentiva un'aria euforica ed emozionata insieme.
Ogni giovane artista che ha partecipato ad "Orchidea" ha sottolineato in modo diverso, come si può vedere dalle immagini, una questione di oggi analoga a quella antica: il rapporto tra soggetto/individuo e potere/poteri.




Ilija Soskic

Ilija Soskic, Out?, installazione nell'ex carcere di Cetinije
























Iljia Soskic e Jusuf Hadzifejzovic

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