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Alla Fiera
di Bologna
ARTE FIERA BOLOGNA 2004
Fiera internazionale d'arte contemporanea, Bologna 22\26 gennaio
2004
di Giovanna Tumino
L'edizione 2004 dell'ARTE FIERA di Bologna giunta alla sua ventottesima
edizione, ha aperto in uno spazio ampliato rispetto al passato;
duecentocinquanta le gallerie specializzate in opere d'arte
moderna e contemporanea, provenienti da tutto il mondo, che
hanno esposto.
Sotto i migliori auspici dell'organizzazione, e all'insegna
della qualita' come afferma Luca Cordero Di Montezemolo, si
parla di un andamento "effervescente" delle vendite anche se
non tutti gli espositori concordano.
La Fiera: uno spazio rinnovato ed ampliato per le opere d'arte
diviso in quattro padiglioni, il padiglione 33 dedicato all'arte
moderna e alle opere della prima meta' del '900, i padiglioni
31 e 32 dedicati all'arte piu' vicina a noi ed il 34 che raccoglie
multipli d'arte e stampe originali. Trentamila mq, di pitture,
sculture, fotografie, installazioni, video, disegni, una panoramica
abbastanza completa delle arti visive dall'ottocento ad oggi,
o meglio delle arti visive dall'ottocento ad oggi in vendita,
davanti alla quale si puo' rimanere ammirati, indifferenti,
inorriditi.
Questa esposizione 2004 oltre la mostra mercato, punto centrale,
si e' snodata attraverso tre eventi: il convegno su " Investimento
in arte e defiscalizzazione: quali opportunita' " incentrato
sui possibili ampliamenti del mercato attraverso la legislazione
vigente o con eventuali modifiche; la scelta di Londra come
realta' artistica metropolitana da investigare, nelle sue gallerie,
nelle ricerche condotte dai suoi giovani artisti, nella mostra
" Tales of the City" I racconti della citta' nell'arte contemporanea,
organizzata dal British Council in collaborazione con il
Master di Creative Curating del Goldsmiths College di Londra
; la realta' multietnica e multireligiosa della Regione Balcanica,
poco conosciuta ancora al mercato europeo, "The Balkans
- a crossroad to the future" , a cura di Harald Szeemann.
L'esposizione ha preso il via da un avvenimento precedente,
il Convegno su "Investimenti in arte e defiscalizzazione,
quali opportunita' " ( tenuto l'11\12\2003 nell'ambito di
ARTE FIERA ) che ha fatto il punto su come dare piu' ampio respiro
al mercato dell'arte, aumentare gli investimenti in campo artistico
grazie ad una maggiore esenzione fiscale, potenziando il rapporto
tra cultura, impresa ed economia e collegandolo anche al territorio
ed alle sue potenzialita' economiche.
Ogni anno ARTE FIERA apre alle realta' artistiche internazionali,
dopo Berlino per la passata edizione, quest'anno l'attenzione
e' stata data, come si e' detto, a Londra, sia con una significativa
presenza di gallerie londinesi che attraverso la mostra TALES
OF THE CITY, I racconti della citta' nell'arte contemporanea,
nella quale nove giovani artisti hanno sviluppato tematiche
metropolitane. La citta' ed i suoi aspetti vengono approfondite
dagli artisti: Abigail Reynolds traccia una carta morfografica
della criminalita' ; Carey Young nella sua iterazione di diapositive
restituisce i ritmi metropolitani; Conford e Cross attraverso
le loro fotografie rimandano ad uno spazio urbano usurpato e
recintato; Gary Stevens proietta immagini di quotidianita' quasi
alienante su cinque schermi con sonoro; Nathan Coley con il
suo progetto parziale richiama l'idea di casa; Nils Norman ricicla
l'architettura in un'ottica di critica all'arte pubblica urbana;
Ori Gersht analizza il rapporto tra il presente ed il passato
nelle sue fotografie; Paul Winstanley con i suoi quadri di paesaggi
e ambienti vuoti ne analizza i mutamenti di luce; Zineb Sedia
nel suo documentario evidenzia una tradizione orale venata di
multietnicita'.
THE BALKANS-A CROSSROAD TO THE FUTURE, le visioni dei Paesi
Balcanici, a cura di Harald Szeermann, e' stato l'altro
evento mostra, nell'ottica della promozione e dell'avvicinamento
all'arte europea ed al suo mercato, gli artisti della Regione
Balcanica rappresentano una realtˆ multietnica e multireligiosa,
in fermento ma ancora poco conosciuta. Ventisei gli artisti
scelti dal curatore a proporre il dinamismo della Regione Balcanica.
Ma il vero evento e' stato forse girare per lo spazio espositivo
e respirarne l'aria. La Fiera di Bologna e' un'esperienza interessante
che in parte rapisce, diversa da qualsiasi mostra o evento,
ha di peculiare questa tensione, quest'aria febbrile, pur essendo
esposizione e' comunque tesa a fare mercato, pur stupendo,la
sua finalita' e' la vendita. Parte degli espositori parlano
di flessione delle vendite, di pochi collezionisti importanti
e tanti piccoli che vogliono acquistare per mille euro. Nell'alta
affluenza, si parla sempre di piu' di trentamila visitatori,
molti quelli che cercano l'affare o l'investimento. A parte
la guerra di cifre altalenante tra i trenta ed i trentottomila,
quest'ultima la cifra piu' accreditata, pubblico di mercanti
d'arte e artisti, professionisti e operatori del settore, studiosi
e studenti, piccoli e grandi collezionisti, rappresentanti delle
istituzioni, appassionati e curiosi.
Girando tra gli stand delle Gallerie italiane sono rimasta colpita
da una sorta di ricorrente composizione, una parte dell'esposizione
prevedeva: una arazzo di Boetti, un decollages di Rotella,
una superficie bianca ( a volte blu o rossa ma piu' raramente)
di Castellani, un taglio di Fontana, dopo di cio' si andavano
esplicando le scelte singole dei galleristi. Strana omogeneita'
di partenza.
Una differenza sostanziale per chi e' abituato alle opere moderne
e contemporanee e' lo stato di conservazione, mai viste superfici
pittoriche e monocromi, in particolare i tagli di Fontana, cosi'
compatti nella tessitura e senza alcuna patina. Si sa che e'
diverso il concetto di restauro nel mercato dell'arte, nell'eterno
dibattito sul restauro dei manufatti contemporanei legato piu'
al mondo delle istituzioni, e' sorprendente vedere come i "sedimenti
delle storia" di brandiana memoria non abbiano toccato le opere
esposte in questi fantastici 30.000 metri quadri di esposizione.
Da visitare necessariamente il padiglione 32, dedicato all'arte
piu' contemporanea, in uno spazio in cui l'allestimento si allontana
dallo stand e si avvicina alla mostra, tra una tendenza all'arredamento
e la ricerca di stupore, ho trovato interessante la consistente
esposizione delle opere di Enrico Baj presso la galleria Gio'
Marconi. Ma anche le opere degli artisti cinesi presso la galleria
D'Ascanio, Zeng Hao, Sui Jianguo, Zhang Xiaogang, Wang Ziwei
che spaziando dalla pittura alla scultura, alla fotografia,
agli arazzi tessuti di capelli danno una immagine delle ricerche
delle arti visive cinesi |

Enrico Baj, "Lady Fabricia Trolopp" 1964,
Galleria Gio' Marconi

Matteo Basile', "Narciso" 2003, Galleria
Franco Riccardo Artivisive

Gu Wenda, " Text in Fake" 2001, Galleria
Anna D'Ascanio |