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N°5/2004
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Il'ja Iosifovich Kabakov
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Il'ja Iosifovich Kabakov nasce a Dnepropetrovsk, in Ucraina, nel 1933. Nel 1951 termina la scuola secondaria superiore d'arte e nel 1957 si diploma presso l'Istituto Surikov di Belle Arti di Mosca.
Da allora lavora come grafico e illustratore di libri di letteratura per l'infanzia, un genere molto popolare in Unione Sovietica. Nel 1965 viene ammesso come membro nell'Unione degli Artisti dell'URSS.
Gli anni di lavoro presso le case editrici per l'infanzia come Detskaja literatura e Vesyolye Kartinki contribuiscono alla formazione di un gusto dell'ironia (si pensi che in Unione Sovietica le fiabe per bambini erano spesso composte in versi e scritte da autori di prim'ordine, che per ragioni politiche preferivano lavorare su terreni ideologicamente poco rischiosi). Così anche per Kabakov l'attività in questo settore rappresenta una forma di compromesso con la cultura ufficiale che gli consente di sopravvivere, relegando alla sfera della vita privata tutte le intuizioni artistiche e le sperimentazioni che potrebbero entrare in conflitto con i canoni del sistema socialista.
Negli anni Settanta Kabakov si dedica alla composizione di particolari album (il più noto è Okno, la finestra, pubblicato a Berna solo nell'85) dove gli elementi grafico e visivo si fondono, in direzione di una particolare visione dell'arte che si paleserà più tardi con l'adesione al concettualismo.
Si noti infatti che dal '68 (anno dell'esposizione organizzata insieme a Erik Bulatov presso il caffè moscovita Sinjaja ptitsa) Kabakov non espone più in patria. Questa interruzione è spiegabile solo alla luce degli eventi politici dell'URSS di quegli anni, quando al disgelo khrusheviano corrispose la cosiddetta fase di "stagnazione" del periodo brezhneviano, contraddistinta dai fenomeni della dissidenza e dell'emigrazione, del samizdat e del tamizdat.
Con l'avvento della perestrojka Kabakov può finalmente avere riscontri anche in Russia e avere degli spazi per confrontarsi direttamente con la propria cultura natia, il suo linguaggio e il suo pubblico, elementi che per un artista concettualista non sono affatto marginali.
Oltre a dedicarsi alle arti plastiche l'artista partecipa anche al dibattito sull'arte, i suoi riferimenti e i suoi codici, una discussione particolarmente vivace nel contesto di un paese come la Russia degli ultimi quindici anni che nel mondo intellettuale si sente in primo luogo erede della cosiddetta scuola strutturale di J. Lotoman.
Così, insieme allo studioso di estetica emigrato in Germania Boris Groys, Kabakov scrive due libri di riflessioni sull'arte, entrambi editi in lingua tedesca: Die Kunst des Fliehens (Monaco 1991) e Die Kunst der Installation (Monaco 1996).
L'ultimo atto di questa riflessione sarà poi costituito dal volume, pubblicato invece in lingua russa, dal titolo Tri intallatsii (Tre installazioni), edito a Mosca nel 2002, in cui Kabakov racconta tre opere sia dal punto di vista dell'artista sia, (pur dichiarando con falsa modestia di non essere un critico), dal punto di vista teorico.


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