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Il'ja Iosifovich Kabakov nasce a Dnepropetrovsk, in Ucraina,
nel 1933. Nel 1951 termina la scuola secondaria superiore d'arte
e nel 1957 si diploma presso l'Istituto Surikov di Belle Arti
di Mosca.
Da allora lavora come grafico e illustratore di libri di letteratura
per l'infanzia, un genere molto popolare in Unione Sovietica.
Nel 1965 viene ammesso come membro nell'Unione degli Artisti
dell'URSS.
Gli anni di lavoro presso le case editrici per l'infanzia come
Detskaja literatura e Vesyolye Kartinki contribuiscono
alla formazione di un gusto dell'ironia (si pensi che in Unione
Sovietica le fiabe per bambini erano spesso composte in versi
e scritte da autori di prim'ordine, che per ragioni politiche
preferivano lavorare su terreni ideologicamente poco rischiosi).
Così anche per Kabakov l'attività in questo settore rappresenta
una forma di compromesso con la cultura ufficiale che gli consente
di sopravvivere, relegando alla sfera della vita privata tutte
le intuizioni artistiche e le sperimentazioni che potrebbero
entrare in conflitto con i canoni del sistema socialista.
Negli anni Settanta Kabakov si dedica alla composizione di particolari
album (il più noto è Okno, la finestra, pubblicato a
Berna solo nell'85) dove gli elementi grafico e visivo si fondono,
in direzione di una particolare visione dell'arte che si paleserà
più tardi con l'adesione al concettualismo.
Si noti infatti che dal '68 (anno dell'esposizione organizzata
insieme a Erik Bulatov presso il caffè moscovita Sinjaja
ptitsa) Kabakov non espone più in patria. Questa interruzione
è spiegabile solo alla luce degli eventi politici dell'URSS
di quegli anni, quando al disgelo khrusheviano corrispose la
cosiddetta fase di "stagnazione" del periodo brezhneviano, contraddistinta
dai fenomeni della dissidenza e dell'emigrazione, del samizdat
e del tamizdat.
Con l'avvento della perestrojka Kabakov può finalmente
avere riscontri anche in Russia e avere degli spazi per confrontarsi
direttamente con la propria cultura natia, il suo linguaggio
e il suo pubblico, elementi che per un artista concettualista
non sono affatto marginali.
Oltre a dedicarsi alle arti plastiche l'artista partecipa anche
al dibattito sull'arte, i suoi riferimenti e i suoi codici,
una discussione particolarmente vivace nel contesto di un paese
come la Russia degli ultimi quindici anni che nel mondo intellettuale
si sente in primo luogo erede della cosiddetta scuola strutturale
di J. Lotoman.
Così, insieme allo studioso di estetica emigrato in Germania
Boris Groys, Kabakov scrive due libri di riflessioni sull'arte,
entrambi editi in lingua tedesca: Die Kunst des Fliehens
(Monaco 1991) e Die Kunst der Installation (Monaco 1996).
L'ultimo atto di questa riflessione sarà poi costituito dal
volume, pubblicato invece in lingua russa, dal titolo Tri
intallatsii (Tre installazioni), edito a Mosca nel 2002,
in cui Kabakov racconta tre opere sia dal punto di vista dell'artista
sia, (pur dichiarando con falsa modestia di non essere un critico),
dal punto di vista teorico. |