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e forme
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Sulle
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di Nadja Perilli
BIOGRAFIE
Uemon Ikeda
Ilija Soskic
Achille Perilli
Rudolf Steiner
Joseph Beuys
Luigi Ontani
Luca Lombardi |
L'eventualità
dell'opera di
Simonetta Lux
52 "disegni alla lavagna" (Wandtafelzeichnungen, gesso colorato
su cartoncino nero) di Rudolf Steiner, filosofo austriaco conosciuto
come fondatore dell'Antroposofia e architetto sono presentate
al Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell'Università
di Roma 1 "La Sapienza", nell'ambito di un complesso progetto
di ricerca che fa capo alla cattedra di Storia dell'Arte Contemporanea
di Simonetta Lux e alle peculiarità di questo eccentrico
Museo Lab (unico in Italia e in Europa), nel quale ricerca scientifica
e storico_critica dell'arte si sposano in un'intimità
scandalosa con la teoria della cura critica- cioè con
la elaborazione e messa in opera di modalità di creazione
comunicazione del pensiero e del concetto, quindi (anche) dell'arte.
Non potevamo non incontrarci, perciò, con una figura
di grande interesse come il direttore del Rudolf Steiner Archiv
di Dornach, Walter Kugler, grazie al quale questi capolavori
dell'arbitrarietà referenziale, questi disegni di Rudolf
Steiner furono sdoganati da una sorta di esclusione dal mondo
culturale, di esclusività d'uso dei suoi discepoli (la
cui eventuale devozione era aspramente temuta dal filosofo stesso),
ed inserito finalmente nel duplice contesto delle edizioni dell'opera
teorica e progettuale del fondatore dell'antroposofia.
Arte/non_arte, questi disegni di Steiner?
Alla luce dei caratteri dell'arte contemporanea delle avanguardie,
antiavanguardie e neoavanguardie del XX secolo ed oltre, si
potrebbe definire questo interrogativo retorico, poiché
il concetto di corrispondenza assolutamente arbitraria tra significante
e significato, e comunque il principio dell'arbitrarietà
del segno istituisce tutta l'arte di quest'epoca di cui parliamo
: e così dovrebbe vedersi quell'arbitrarietà in
Steiner la pluriforme modalità del relazionarsi dei suoi
fantasmatici disegni al suo pensiero, ai suoi scritti e alle
sue conferenze.
Certo è che proprio all'interessamento di due allievi
di un artista (uno dei più grandi artisti del novecento)
Joseph Beuys, cioè di Johannes Stuttgen e Walter Dahn,
e al supporto tecnico e teorico di Walter Kugler, direttore
dell'archivio Steiner a Dornach, i disegni sono divenuti oggetto
di esposizione , cioè tracce segni al pari di quelle
tracce e segni (di pensieri, azioni, concezioni, ideologie)
che sono le opere d'arte contemporanea.
Perciò li abbiamo visti in alcuni nei maggiori musei
del mondo (Austria, Finlandia, Germania, Giappone, Stati Uniti,
Sud America, Svezia, Svizzera) e in aree di risonanza culturale
a livello universitario come l'Art Museum della Berkeley University
of California, ed ora qui a "La Sapienza " di Roma.
Come scrive il curatore senior del MLAC, Domenico Scudero "attraverso
l'analisi dei "disegni alla lavagna" Steiner si svela allo sguardo
e al pensiero, sottraendosi a qualsiasi riduzionismo, all'interno
di un ordine ipotattico e metastorico, rappresentando tutto
il portato culturale che ha agito e re-agito all'eterna dicotomia
fra arte e scienza, romanticismo e positivismo. Parola e immagine,
appartenendo ad un comune piano di metaforicità, si manifestano
in una "formazione eterogenea" che eccede lo stesso soggetto
discorsivo e nell'eccesso produce, nel segno di un'immagine,
l'eventualità di un'opera d'arte".
Accanto ai 50 disegni di Steiner scelti da Walter Kugler, con
lui d'accordo (diciamo poi: tanto per cominciare, dando un segno
di proiezione attuale di un immaginario ancora tutto da esplorare)
Simonetta Lux propone una scelta di opere di artisti contemporanei
nell'intento di tracciare una rete possibile di rapporti elettivi
all'interno di un rigoroso percorso ontologico-ermeneutico.
Se Joseph Beuys è stato il primo artista concettuale
che dopo la seconda guerra mondiale ha esplicitamente accompagnato
la sua ricerca formale alle teorie sociali e politiche di Rudolf
Steiner. In molti anche inattesi autori contemporanei internazionali
si può rintracciare un'attitudine teorico_concettuale
se non altro di matrice culturale condivisa od analoga a quella
che portò Steiner ai suoi incredibili intuitivi sguardi
sulla condizione dell'uomo, sull'intimo intreccio arte/scienza,
sulle religioni.
Ecco dunque gli italiani Achille Perilli nelle sue strane sculture
pitture e Luigi Ontani un autore incarnante concetti come raramente
avvenuto, il montenegrino Ilija Soskic, il Giapponese Ikeda
Uemon, e naturalmente Joseph Beuys, le cui biografie ed alcuni
testi poetici proponiamo qui a lato.
Al Convegno del 27 febbraio presso il MLAC nuove risposte a
tali interrogativi.
Vi interverranno Walter Kugler, filosofo direttore del Rudolf
Steiner Archiv di Dornach, Simonetta Lux ordinario di Storia
dell'arte contemporanea a "La Sapienza" e direttore del MLAC,
Veit Loers, storico dell'arte e già direttore del Museum
Abteiberg in Munchengladbach del Museum Fridericianum e di Dokumenta
in Kassel, Wolfgang Zumdick storico dell'arte e filosofo, David
Auerbach, medico, Università di Graz (Austria), Dragika
Cacic Soskic, gli artisti Achille Perilli, Ilija Soskic, Ikeda
Uemon, l'architetto Vittorio Leti Messina autore di interessanti
libri su Steiner e l'architettura. |
ILIJA SOSKIC
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Una domandaa Ilija
Soskic su Rudolf Steiner di
Vania Granata V.G.: Vorrei
che mi precisassi in che modo il tuo percorso espressivo
si relaziona al complesso universo antroposofico di Rudolf
Steiner.
I.S.: Conosco Steiner soltanto di riflesso e non lo so
se è abbastanza (pur essendo vero che per me il
riflesso è sempre molto importante).
Ci sono le due realtà: quella del contenuto dei
fatti e l'altra dell'aura-messaggio, la quale considero
di urgente importanza perchè si applica all'aura-messaggio-cultura
della filosofia della libertà. Il contenuto
di un mio "triangolo", costituito da tre filosofi che
precedono il pensiero steineriano (Berdjajev-Jaspers-Kierkegaard)
rivela un interpretazione sulle posizioni necessitate.
Stabilita una volta la radice del pensiero moderno della
filosofia della libertà si può avere un
pensiero più chiaro ed una sintesi analitica sull'
"effetto Steiner". Come artista trovo molto importante
tener presente il anthropos-sofos dalle lavagne
disegnate da Steiner con le sue didascalie ipotetico-teoriche
sulla "re-definizione del globo" e dei processi dinamici.
Questi fatti approdano indispensabili per la creatività,
e quindi per l'arte e l'arte-ente. Sono una cosa di estensionalità
di cui si occupano anche i metamatematici come Wittgenstein
e, particolarmente, Hilbert con la formula 0?0. Proprio
questa formula, d'accordo e disaccordo con ogni cosa (per
cui negata dai matematici logici), viene riconosciuta
da tutti come una formula di estensionalità, perciò
fondamentale per l'arte!, esclusa l'ambiguità e
falsità ed altri casi degeneri, ovviamente.
Credo che l'angoscia intellettuale di Steiner fondamentava
in questo. Così la (sua) re-definizione del
mappamondo suggerisce l'urgenza dell'ontico, che dovrebbe
esser un'urgenza di tutti, penso... |
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