Un'inedita Louise Bourgeois
A proposito di un libro scritto ed illustrato dall'artista nel 1947
di Emanuela De Notariis
"Art is a guaranty of sanity": l'arte è per Louise Bourgeois necessaria
alla vita stessa, è garanzia di sanità, è il mezzo attraverso il quale
rievoca le sue paure per esorcizzarle, dando loro una forma.
Le sue paure hanno le radici nell'infanzia, nel senso di abbandono
e di solitudine che l'hanno segnata e che tutt'ora influenzano il
suo relazionarsi con l'altro e soprattutto la sua arte, che rende
tangibili le emozioni, che è sfogo e catarsi.
La forma nell'opera della Bourgeois non è rappresentazione, ma percezione
del reale, è il risultato dell'esposizione dell'artista al mondo,
del suo tentativo di relazionarsi con esso. E' generata dalla ferita
del ricordo ossessivo e dalla necessità del suo superamento, è il
linguaggio del suo rapportarsi all'altro, il suo urlo di ribellione
all'alienazione e all'angoscia, è una ricerca d'amore, è il manifestarsi
dell'esserci. Attraverso l'opera l'artista si relaziona con la vita,
"riprende i lembi del proprio corpo nel frastuono delle cateratte
della vita" e imprigiona le sue ossessioni nella materia scultorea,
su fogli di carta… nelle forme dell'immaginario.
Avviene così un interscambio tra le identità dell'artista e dell'oggetto
creato, che si schiudono; l'opera stessa non è quindi riconducibile
ad un significato, ma si apre alle possibilità dei significanti, è
il luogo dell'esperienza, in cui le categorie identitarie si schiudono
e si mescolano e il corpo dell'arte e dell'artista (perché il corpo
dell'arte è quello dell'artista) si smembrano in forme organiche,
in cui non riconosciamo un genere.
He Disappeared into Complete Silence
fu pubblicato nel 1947 in edizione limitata da Geimor Press, con un'introduzione
scritta da Marius Brewley, assistente di Peggy Guggenheim.
Il libro contiene nove storie scritte da Louise Bourgeois, affiancate
da nove incisioni dell'artista; i testi e le immagini comunicano un
senso di solitudine e di desolazione, espresso attraverso la geometrizzazione
delle figure umane, le quali sembrano geroglifici che compongono un
poema della caduta, e il contenuto delle storie, nelle quali la disperata
ricerca di relazione tra gli individui viene brutalmente delusa e
ferita.
Il libro è una raccolta di poesie della sofferenza in forma di segni
e parole, di amore messo a nudo e ferito, che scemano il proprio urlo
nella geometria del disegno. La geometria ha una funzione rassicurante
per la Bourgeois, è stabilità matematica che razionalizza e raffredda
le passioni e permette di andare avanti, di risorgere dalla depressione
esistenziale, attraverso l'arte.
Le incisioni di He Disappeared Into Complete Silence sono intrise
della malinconia con cui l'artista guarda il mondo, della solitudine
celata dentro ogni ricerca di relazione e di amore, che inevitabilmente
ne svela l'illusorietà.
L'estrema semplificazione del segno e del linguaggio testimoniano
la volontà di scarnificazione della realtà per svelarne l'orrore oltre
l'illusione. Esseri umani ridotti a linee essenziali diventano oggetti,
macchine; macchine biomorfe, perché la melma dell'esistenza sommerge
l'uomo e ciò che lo circonda, penetra nei palazzi (ed è a dei palazzi
o a delle macchine che le figure somigliano), nelle abitazioni, che
dovrebbero essere il luogo della protezione e degli affetti, ma si
scoprono i luoghi di piccoli orrori quotidiani. Sono macchine che
interagiscono l'una con l'altra spinte dal desiderio, il quale ne
costituisce la logica, fissate sulla carta dall'artista nel momento
in cui il movimento è sospeso, il senso è in progress.
Le immagini non sono illustrazioni esplicative dei testi, il loro
significato è aperto al dubbio, alla possibilità; esse permettono
al fruitore di riconoscere se stesso nell'opera, perché possa scoprire
la propria solitudine raccontata dalle mute costruzioni della Bourgeois,
solitarie e tristi, come nella prima lastra, come la ragazza della
prima storia in vana attesa dell'amante, oppure in gruppo, ma comunque
distanti, senza contatto reale l'una con l'altra, ognuna immersa nella
contemplazione del proprio abbandono.
Louise Bourgeois supera il dolore del vivere tramite l'arte: attraverso
essa vi si immerge per distruggerlo e per distruggersi e poi ricostruirlo,
per ricostruirsi. Cede all'osservatore i propri demoni interiori che
lo avvolgono, inglobandolo nelle forme del disegno, nelle pause tra
le parole, perché, nell'eccedenza di significanti che si crea tra
l'osservatore e l'opera, nasca la sua crisi di coscienza. Crisi che
gli permetta di riconoscere sé stesso nell'opera, non come in uno
specchio, perché lo specchio è una finta rappresentazione della realtà
che la distorce soltanto distanziandocene, ma come parte di sé che
voleva dimenticare.
Un urlo sommesso scortica le apparenze, rivelando la solitudine e
l'illusorietà delle relazioni, mostrando l'uomo nudo nella sua miseria,
in cerca di un sostegno, perché vacillante di fronte alla vita come
una macchina fragile, precaria, o un palazzo di cartone; come desideri
morenti.
L'uomo è stilizzato geometricamente perché la geometria dà sicurezza,
sostituisce i punti di riferimento che la vita non ha e che l'arte
tenta di recuperare.
Egli sparì in completo silenzio: "egli" è l'uomo che abbandona ma
anche l'uomo abbandonato, sconfitto dalla vita, che nell'arte può
trovare il suo riscatto attraverso la rievocazione e l'esorcizzazione
della sofferenza e un mezzo per ristabilire la comunicazione con l'altro.
Il silenzio deve essere rotto, il silenzio imposto alle donne da una
società androcratica fondata sui confini certi dell'io, protetti da
regole perbenismo e decoro. Silenzio imposto alla madre della Bourgeois,
costretta a reprimere e nascondere la propria sofferenza così come
faceva con lo zucchero da bambina, ma anche all'artista stessa da
un'educazione repressiva di cui si è progressivamente liberata, diventando
donna-coltello, femme couteau.
Le figure delle nove lastre hanno forme allungate, falliche, solide
e nello stesso tempo vacillanti: Louise Bourgeois si appropria del
simbolo stesso dell'identitarietà androcratica e lo confonde con il
femminile, per svelare l'androginia dell'essere umano e del mondo.
Non c'è distinzione di genere, perché si è tutti accomunati dalla
stessa sofferenza, dallo stesso desiderio in perpetuo movimento senza
risoluzione, come le macchine dell'apparato celibatario del Grande
Vetro di Duchamp. L'arte è il mezzo con il quale Louise Bourgeois
infrange il silenzio e l'apparenza: sgretola le gabbie del significato
e dell'identità e svela l'essenza informe degli esseri umani e del
mondo.
Parole e segni danno voce ad un urlo silenzioso scaturito direttamente
dalle viscere dell'esistenza, arginato in parte dalla geometria, destinato
a prorompere nelle successive opere scultoree dell'artista.
La paura dell'abbandono, la sofferenza, la solitudine, vengono sublimate
dall'arte e rese linguaggio, forza. Le parole e le immagini di He
Disappeared into Complete Silence si insinuano nella mente dell'osservatore,
ne corrodono l'anima alla ricerca degli stessi sentimenti espressi
dall'artista, perché attraverso l'esternazione di essi avvenga il
rito di catarsi dal dolore e la ricostruzione di sé.
L'arte di Louise Bourgeois è un rituale di evocazione e catarsi, a
cui partecipa insieme all'osservatore.
L'arte diventa vita.
segue: He Disappeared into Complete Silence |
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