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PARTITURE
Lpm 2007 (Live Performers Meeting)
di Raffaella Bordini
Dal
20 al 23 settembre, 4 giorni di incontro e confronto al ritmo
di "live-media performance" e vj sets hanno animato
gli spazi del Linux club, (www.linux-club.org)
in via di libetta, zona Ostienze a Roma.
Il Vjing e più in generale l’arte del visual,
oltre a funzionare come forma d’intrattenimento connesso
a dj set o performance musicali nei clubs o nei rave party
diviene nelle sue manifestazioni più complete sempre
più una forma autonoma d’espressione in grado
di competere con gli altri linguaggi artistici. Nuova
forma di assemblage progettato, premeditato e infine performato
nel momento dell’act, azione che scorre lungo linee
spazio-temporali, fluido compositing di immagini e suoni che
si legano e convivono nello scandire di battute e suggestioni
elettroniche. Il nuovo artista si interfaccia con la macchina
per produrre suggestioni intoccabili che sposano il suono
all’ immagine.
Modalità d’intervento sull’immagine e il
suono, il vjing consiste nella rielaborazione di media e linguaggi
consolidati, legata indissolubilmente a una scelta e a una
buona sensibilità per l’immagine.
Il dibattito è da sempre legato alla questione dell’originalità:
seppur profondamente connesso ad altri media e forme artistiche
come il cinema, la fotografia, la grafica, il teatro…
da cui attinge materiale, un buon vjset può elevarsi
al grado di arte. Ancor
più interessante a livello artistico è il "live-media
performance": un live-set che non si limita alla scelta
e all’assemblage di immagini e suoni, ma porta avanti
un discorso che unisce il vjing alla performatività.
Questi artisti fanno del live-set un momento di spettacolo
interattivo: non più unicamente producer animatori
di laptop, i performer diventano attori, icone e portavoce
dei loro progetti. Così ad esempio I protagonisti del
progetto “Phagoff” (Warbear, Infidel e Nikky)
e gli Spaceinvaders berlinesi con la loro "Visual narrative
ego performance" “Return of spaceinvaders - post
retro pixel funk”, (da bravi tedesconi) incarnano e
performano se stessi promuovendo e affermando i loro progetti
come veri e propri movimenti controculturali.
“Space invaders è la prima interazione A/V, è
uno stile di vita, rappresenta la mia, la nostra generazione”
spiega Bram, musicista del trio tedesco Return of Spaceinvaders.
Per questo
anche luoghi istituzionalmente deputati all’arte oggi
si interessano e accolgono performance A/V. Così l’
8 settembre, lo storico Palazzo delle Esposizioni, inaugurando
con la notte bianca i suoi spazi, ha mostrato in anteprima
la quarta edizione di LPM 2007, (progetto ideato da Gianluca
del Gobbo) con oltre 100 proposte dei protagonisti del meeting
provenienti da tutto il mondo.
In linea con la “politica” di Flxer [www.flxer.net]
(software gratuito per il mixaggio video intorno al quale
è nata una community di oltre 7000 persone che condivide
più di 4000 files) e del Linux club, entrambe realtà
di open source, “LPM, live performers meeting”,
più che un festival per amanti del linguaggio visual
è stato punto d’incontro, occasione e pretesto
per confermare e soprattutto linkare una vera e propria community
che sempre di più si espande e accresce la qualità
dei suoi contributi. LPM è stato non solo contenitore
e vetrina della scena più “interattiva”
e creativa che valorizza i club di tutto il mondo ma anche
e soprattutto un meeting per addetti ai lavori vecchi e nuovi,
un’ occasione di incontro per artisti, professionisti
e amatori in cui convergono le varie realtà legate
al vjing. Da
giovedì 20 a domenica 23 settembre la programmazione
è stata vastissima, dal pomeriggio fino alla mattina
i vj e dj che sono intervenuti hanno avuto modo di esporre
non solo i loro progetti, ma hanno potuto assistere, partecipare
e presentare i loro lavori attraverso workshops e showcases.
Anche i club (come il Goa e il Brancaleone) hanno avuto spazio
per presentare in anteprima le stagioni di Vjing.
4 giorni
di: promozione, confronto e dibattito durante i quali i partecipanti
hanno potuto scambiarsi dritte sul mondo dei blog, delle piattaforme
open source, sull’utilizzo dei software e dell’hardware
per la produzione di video sets e assistito a presentazioni
di progetti come VMS – VideoMovingSystem, i “mirrors”
dell’austriaco Thomas Kühne, videoproiettori dotati
di un sistema innovativo di multiproiezione.
Un meeting che ha permesso alla comunità visual di
incontrarsi una volta per tutte a Roma dopo anni di frequentazione
e confronto sulla rete. “Ci conosciamo da 10 anni, oggi
per la prima volta ci incontriamo a Roma” mi raccontano
Johnatan in arte Vjstarlet e Alfonso/Enjoyvideo, uno napoletano
e l’altro ligure. 4
giorni in cui abbiamo visto alternarsi numerosi artisti, per
lo più stranieri, (e anche visto andar via molti romani
che per mancanza di tempo non hanno avuto spazio in consolle),
un occasione per comprendere quanto la scena visual stia integrando
sempre di più i diversi linguaggi del teatro, della
musica, e della grafica per divenire una forma d’espressione
autonoma nella sua ricchezza di contributi e di modalità
di espressione, un linguaggio variegato che sfrutta tutte
le potenzialità legate all’ elettronica e reinventa
le connessioni tra “scienze” diverse:
Midihands, Sounds Of Complexity, Croix, ad esempio sono progetti
che sviluppano parallelamente all’aspetto visivo e d’intrattenimento
ricerche legate all’interazione corporea, alle attività
cerebrali, a quelle percettive. Il
progetto MIdihands rielabora l’antica tecnologia del
theremin alla base della musica elettronica, per realizzare
un controller/kaospad, (il “cubonatore o fingherofono”)
senza fili nè circuiti, bensì costituito da
un tavolo sensibile alle ombre, allo spostamento dell’aria,
alla presenza corporea. ”Attiviamo le onde sonore col
movimento delle mani, è un modo per portare la musica
elettronica davanti e non più dietro la consolle, mi
spiega Fuso dei Midihands: “vogliamo dimostrare le potenzialità
dell’ interazione A/V, per questo il nostro dj set spazia
dal tribale alla d’n’b…” In
questo modo la presenza fisica diviene fondamentale nella
dinamica di immagini e onde sonore che vengono attivate dalle
mani del producer-performer che agisce e innesca la sincronia
tra di esse “fino ad animare la quinta dimensione”.
Sounds of Complexity, del duo Kinotek, legato a studi di neurologia,
rende visibile e udibile l’attività cerebrale
di un soggetto (una donna sotto i 30 anni) in fase di riposo.
Dal campionamento di queste onde sonore Enzo Varriale ottiene,
amplificandole, il ritmo delle emozioni che unite a suggestioni
visual, restituiscono una performance A/V dai ritmi ipnotici
e totalmente avvolgenti.” Ciò che mi interessa
è visualizzare il ritmo delle emozioni”.
Col progetto
Croix Mapping, performance A/V sperimentale basata sulla mappatura
di edifici architettonici e/o strutture geometriche, Mcfly
e Dj Faso delineano ambienti sonori fondendoli con immagini
create in tempo reale. Al Linuxclub, col progetto “Cubes”,
Croix unisce l’ istallazione al vjset per fondere la
realtà tridimensionale di scatole di tulle con quella
bidimensionale delle proiezioni fino ad ottenere un’
immagine unica, intensa fusione che inganna lo sguardo.
Unico nel suo genere, l’ Lpm meetings avvicina Roma
a realtà presenti solo a Berlino o a Budapest, vj Waldeck,
vjCool e Synesthete mi parlano del network AVit a Berlino
(www.avit.info.) e del Sonar festival di Barcellona e Budapest
come unici meetings a livello internazionale paragonabili
ad esso. La realtà del Vjing, in Italia è ancora
agli inizi, sicuramente rispetto a Germania, Olanda e Inghilterra,
anche se esistono artisti (il collettivo Otolab ad esempio)
la cui fama è già largamente consolidata nella
scena non solo del vjing ma anche dell’ arte contemporanea.
Lorenzo/thefreshguy
fotografo e “antropologo urbano” che vive tra
Dubai, Roma e Berlino, non ha potuto fare a meno di passare
all’ Lpm e mi confessa: “è molto berlinese
ma mi piacerebbe che anche a Berlino, rispetto a iniziative
del genere si dicesse è molto romano!… ma ciò
spesso significa qualcos’altro…”
Certo qui
a Roma non siamo ancora ai livelli del VJ Stammtisch (meeting
berlinese a scadenza mensile), ma i presupposti credo siano
buoni, quindi a questo punto concludo il mio report rispondendo
a Lorenzo… staremo a vedere!
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