La costellazione
dell'imprevisto: London, Sklovskij, Kuleshov, e oltre
di Paola Ferraris
Jack London, famoso per i suoi romanzi d'avventure, ha scritto nel
1906 un racconto intitolato L'imprevisto [1], dove quest'ultimo concerne
pochi uomini dentro una casa isolata. Incomincia così:
é semplice vedere ciò che è ovvio,
fare ciò che è prevedibile. La vita degli individui
tende ad essere statica piuttosto che dinamica, e tale tendenza viene
trasformata in impulso grazie alla civiltà, dove viene visto
solo ciò che è ovvio, dove raramente accade l'imprevisto.
Quando però l'imprevisto accade, e quando si tratta di qualcosa
di sufficientemente serio e importante, gli inetti periscono: non
vedono che ciò che è ovvio, non fanno ciò che
è imprevisto...
Viktor Sklovskij, noto agli specialisti come studioso del linguaggio
e presunto antesignano dello strutturalismo, nel 1926 ha collaborato
con Lev Kuleshov, noto ad altri specialisti come inventore di un effetto
di montaggio cinematografico, per trarre un film da questo racconto
di London, intitolato in russo Po Zakonu (Secondo la legge); una pellicola
che sarebbe imprevisto veder proiettata.
L'interesse di Sklovskij per i comportamenti umani in situazioni d'emergenza
trova riscontro nella sua esperienza, di rivoluzionario compromesso
nel tentativo di dirottare il treno del metodo bolscevico, quel metodo
che "è uscito di casa e ha intrapreso una sua propria vita"
[2] schiacciando metodicamente ogni creazione imprevista dell'arte
come della rivoluzione. Quanto a Kuleshov, si è opposto alla
teoria del montaggio di Eisenstein perché l'ha vista come manipolazione
che mira consapevolmente, giocando sui contrasti, a "catturare le
emozioni dello spettatore": ha preferito giustapporre immagini prive
di un significato emozionale già dato, "come un bambino costruisce
un'intera parola o frase da blocchi di lettere divise e sparpagliate"
[3], mettendo lo stesso osservatore nella parte del bambino che, tra
gli elementi che ha davanti, deve cercare un rapporto e dare un significato,
reso possibile dal gioco ma non previsto in partenza.
Questi sono solo alcuni spunti, volutamente non conclusivi, per riunire
attraverso le storie separate dei metodi o delle tecniche dell'arte
quelle costellazioni che nel nostro tempo siano attuali: come pare
quella di un'arte del ricercare risposte impreviste all'emergenza
dell'imprevisto nella vita.
Qualche elemento complementare si trova, introducendo altri contributi
oltre a quello di chi scrive, ne L'avanguardia difficile, e rimossa:
Viktor Sklovskij, sul sito
www.lamourfou.it (archivio).
1. Jack London, The Unexpected, in "McClure's Magazine", 1906 (trad.
it. in Racconti dello Yukon e dei mari del Sud, Mondadori, Milano
2003).
2. Viktor Sklovskij, Zoo o lettere non d'amore (ed. originale, Berlino
1923), Sellerio, Palermo 2002.
3. Lev Kuleshov, in Richard Taylor, Ian Christie, The Film Factory:
Russian and Soviet Cinema in Documents 1896-1939, Routledge & Kogan
Paul, 1988.
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