La Fondazione
Palazzo Albizzini "Collezione Burri"
di Enrico Petti
Con la donazione di un primo nucleo di opere, nel 1978 Alberto Burri
sanciva l'atto di nascita della Fondazione Palazzo Albizzini "Collezione
Burri". Due sono le sedi espositive della Collezione. La prima, lo
storico Palazzo Albizzini aperto al pubblico nel dicembre 1981, raccoglie
in venti sale, secondo una progressione cronologica, circa centotrenta
opere realizzate dal 1948 al 1989 e suddivise in pittura, scultura,
grafica e bozzetti per scenografie e teatri. Al 1990 risale invece
l'inaugurazione degli Ex Seccatoi del Tabacco, in cui hanno trovato
spazio centoventotto opere - tra cicli pittorici e sculture - eseguite
tra il 1974 e il 1993.
La Fondazione comprende l'archivio, con un'esauriente bibliografia
su Burri, la fototeca, che riunisce l'intera documentazione relativa
alla produzione dell'artista, e una biblioteca.
Per ciò che concerne la Collezione, allo stesso Burri sono
da ricondurre l'accorta, esaustiva selezione delle opere e la dialettica
che le lega alla diversa fisionomia dei due spazi museali, a cominciare
da Palazzo Albizzini, edificio dalle sobrie fattezze quattrocentesche
restaurato per l'occorrenza dagli architetti Tiziano Sarteanesi e
Alberto Zanmatti. Nel saggio di Cesare Brandi contenuto nel catalogo
curato dalla Fondazione in occasione della prima presentazione al
pubblico della raccolta (1981) si loda apertamente quello che, pur
nella sua assoluta semplicità, è il museo "più
raffinato e moderno che sia oggi in Italia". In esso, dall'"infallibile
senso dell'esposizione" proprio dell'artista umbro deriverebbero la
ritmica sequenza delle opere, il loro stagliarsi sulle pareti candide,
la possibilità di una fruizione cui è concesso di sfruttare
al massimo la luce naturale. In breve, ancora a detta di Brandi, a
connotare l'insieme è il rigore con cui si è ridotto
all'essenziale il lavoro di adattamento degli spazi, approdando più
alla congruità neutra dell'"habitat" che non alla prevaricante
personalità della sala espositiva.
Mutando radicalmente tipologia architettonica, gli Ex Seccatoi del
Tabacco offrono una diversa e altrettanto discreta sintonia con i
brani più recenti del discorso artistico di Burri. Le caratteristiche
dimensionali e cicliche delle opere si accordano infatti pienamente
con l'ampiezza e la continuità degli spazi propri di un complesso
industriale sorto tra la fine degli anni Cinquanta e la metà
dei Sessanta per l'essiccazione del tabacco tropicale.
Bibliografia
Edizioni a cura della Fondazione Palazzo Albizzini - Collezione Burri
C. Brandi, "Collezione Burri Fondazione Palazzo Albizzini", catalogo
della mostra permanente, I edizione, 1981.
C. Brandi, "Collezione Burri Fondazione Palazzo Albizzini", catalogo
della mostra permanente II edizione, 1986.
N. Sarteanesi, "Collezione Burri", Fondazione Palazzo Albizzini Ex
Seccatoi Tabacco, catalogo della mostra permanente, I edizione, 1992.
Notizie utili
Ubicazione: Fondazione Palazzo Albizzini, via Albizzini 1, Citta di
Castello (PG)
Ingresso: dal martedì al sabato, ore 9,00/12,30-14,30/18,00;
festivi 10,30/12,30-15,00/17,00 (da metà giugno a fine settembre
fino alle ore 18,00). Lunedì chiuso.
Apertura Ex Seccatoi del Tabacco da novembre a marzo solo su prenotazione
da effettuarsi telefonicamente con almeno tre giorni di anticipo.
Biglietto: Þ 5.00 intero; Þ 3.00 ridotto; Þ 2.50 ridotto per gli Ex
Seccatoi del Tabacco.
Informazioni: +390758554649; +390758559848
E-mail: burriart@tiscalinet.it
Sito Web: www.clubart.it/fondazioneburri
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"Sz1", 1949; Palazzo Albizzini, primo piano, Sala
II

Palazzo Albizzini, primo piano, Sala VIII (part.).
Da sinistra: "Grande Sacco", 1957-1958; "Ferro", 1959

"Rosso e Nero n.8", 1984; Ex Seccatoi del Tabacco,
Sala F

Ex Seccatoi del Tabacco, Sala G |