Luoghi dell'arte
- fondazioni
La Fondation Cartier
di Gioia Pica
LA COLLEZIONE:
La Fondazione Cartier per l'arte contemporanea è stata fondata
nel 1984, per volere di Alain Dominique Perrin, allora presidente
della Cartier International. A quell'epoca, la legislazione concernente
le fondazioni era in Francia molto lacunosa e Perrin è stato
uno dei redattori di un famoso rapporto, cui si sono in seguito ispirate
la legge del 23 luglio 1987 e la legge del 4 luglio 1990, che disciplinano
oggi, in Francia, in materia di fondazioni.
La sede originaria si trovava a Jouy-en-Josas, su una proprietˆ individuata
da César. Lo stesso César propose l'idea di ateliers,
in cui gli artisti, invitati a soggiornare, creassero in una situazione
di ideale tranquillità. La fondazione non richiedeva le opere
in cambio, che talvolta venivano, invece, acquistate.
La politica di acquisizione della Fondazione si è orientata,
sin dagli esordi, verso artisti viventi nel panorama internazionale
con lo scopo di riunire una collezione che fosse l'immagine della
nostra epoca eclettica e un po' paradossale, attraversata da correnti
artistiche contraddittorie e figure singolari e fortemente individualizzate,
senza subire, però, le influenze di una corrente particolare.
Nel tentativo di ricostruire un'epoca piuttosto che la propria storia
particolare, la fondazione ha costituito una collezione, la cui memoria
è più antica delle sue stesse radici, di più
di ottocento opere di circa settanta artisti. Nessun settore della
creazione plastica, dalla pittura al video, dal disegno alla fotografia,
dalla scultura alle installazioni monumentali è trascurato.
Nella sua collezione figurano opere di Arman, César, Max Bill,
Alighiero Boetti, Giuseppe Penone, Mario Merz, Mimmo Rotella, Joseph
Kosuth, Simon Hanta•, Raymond Hains, Gilbert & George, Sam Francis,
etc.
La vocazione all'apertura internazionale è confermata dai numerosi
prestiti concessi in Francia e all'estero, secondo una programmatica
libera circolazione delle opere.
Spesso la fondazione ha promosso artisti ancora sconosciuti (Pierrick
Sorin, Carole Benzaken), dei quali ha curato le prime personali. Recentemente
si è aperta a nuovi spazi geografici, accogliendo opere di
fotografi e scultori africani (Seydou Keita).
Ogni anno, il comitato di fondazione approva una lista di acquisizioni
proposta dal direttore della fondazione, contestualmente la collezione
si arricchisce dei doni degli artisti.
Parallelamente alla politica di acquisizione, esiste una politica
di committenza: la Fondazione, infatti, privilegia le relazioni dirette
con gli artisti. La committenza è volutamente legata ad un
particolare progetto espositivo, se non alla contingenza di uno specifico
luogo: la nuova sede progettata da Jean Nouvel.
L'EDIFICIO
Nel 1994, la fondazione, infatti, si è trasferita nel cuore
di Parigi, nella XIV» circoscrizione, nei pressi della celebre Montparnasse,
diretta ininterrottamente, da allora, da Hervé Chandès.
L'edificio che la ospita è un progetto, datato 1994, dell'architetto
Jean Nouvel ed è oggi un elemento rappresentativo del paesaggio
urbano parigino. Jean Nouvel ha scelto per la Fondation Cartier forme
trasparenti e leggere, innovatrici e poetiche al tempo stesso: sono
state impiegate infatti 650 tonnellate di metallo e 5000 mq di facciate
vetrate. Gli spazi espositivi contano una superficie di circa 1200
mq distribuiti su due livelli, che tuttavia non sono sufficienti a
presentare simultaneamente la collezione nella sua interezza. Le sale
si caratterizzano per una straordinaria flessibilità, che consente
di ripensare lo spazio secondo il diverso progetto specifico, spesso
in stretta collaborazione con gli artisti stessi. L'architettura delle
sale rappresenta un vincolo irrisorio, in virtù del principio
di libertà e di apertura che anima e sottende le loro stesse
strutture. Pareti scorrevoli, elementi modulari, pannelli pensati
di concerto con l'architettura del luogo, consentono questo ampio
margine di pensiero e d'azione per i curatori e per gli artisti.
IL GIARDINO
Anche il giardino, che custodisce il celebre cedro del Libano qui
piantato nel 1823 da Francois-René de Chateaubriand, inglobato
nelle pareti di vetro che costeggiano il "boulevard", può essere
messo in comunicazione con l'interno, attraverso un sistema di pareti
scorrevoli. L'ideazione del giardino si deve all'artista tedesco Lothar
Baumgarten. Unico esempio a Parigi di giardino d'artista, ha un aspetto
selvatico, mentre è in realtà curato e pensato in ogni
minimo dettaglio. Il "Theatrum Botanicum" vanta al suo interno circa
trentacinque essenze d'alberi e duecento specie vegetali della flora
francese, piantati e seminati secondo un disegno preciso. Cinque forme
geometriche compongono il giardino: il triangolo dell'appezzamento
del terreno, il quadrato che lo prolunga virtualmente, il rettangolo
dell'edificio, il semi-cerchio dell'anfiteatro situato nel giardino
e l'ellisse della fontana, anch'essa all'interno del giardino.
La geometria delle forme contrasta con l'apparente disordine delle
piante e crea uno disorientamento tutto poetico che pervade lo spettatore.
Diverse specie di uccelli fanno del giardino, un luogo vivente, in
continuo divenire.
NOTIZIE UTILI
Ubicazione: 261, boulevard Raspail, Parigi, Francia Ingresso: tutti
i giorni dalle ore 12.00 alle ore 20.00. Lunedì chiuso
Biglietto: Þ 5.00 intero; Þ 3.50 studenti, minori di 25 anni, Amici
dei Musei; gratuito minori di 10 anni, disoccupati e membri ICOM
Mostre in programma: dal 14 maggio al 12 ottobre 2003 "Yanomami L'esprit
de la forèt" Informazioni: +33 1 42185651
Sito web: www.fondation.cartier.fr
BIBLIOGRAFIA:
"La Collection de la Fondation Cartier pour l'art contemporain", catalogo
completo, Fondation Cartier pour l'art contemporain, éditions
Actes Sud, Parigi, Arles, 1998. |
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Fondazione Cartier per l'arte contemporanea, facciata

L'edificio e il giardino, pianta |