FORUM SUI SEGNI
DEL FOTOGRAFICO
da un'idea di Roberto Signorini
Una proposta
di Roberto Signorini
La riflessione teorica (più precisamente semiotico-estetica) sulla
fotografia, a partire dagli anni Settanta ha attribuito - attraverso
i lavori di Krauss, Van Lier, Dubois, Schaeffer all'estero, e di Eco,
Marra, Sini, Vaccari in Italia - una crescente importanza, quale strumento
di analisi della complessa realtà costituita dalla fotografia e dal
fotografico come logica operativa dell'arte contemporanea, alla nozione
di Indice, che, insieme con quelle di Icona e di Simbolo, è centrale
nella semiotica filosofica di Charles S. Peirce (Stati Uniti, 1839-1914).
Non di rado, però, questa tripartizione dei segni è stata assunta
come riferimento in modo piuttosto sommario, a volte anche con rischi
di fraintendimenti o di approcci riduttivi. A ciò ha contribuito anche
il fatto che l'opera di Peirce non è di facile accesso, perché tuttora
la fonte principale sono i Collected Papers, vasta compilazione (pubblicata
fra il 1931 e il 1958) che smembra e ricompone i suoi scritti secondo
criteri tematici, e così rende più difficile sia la conoscenza dei
singoli testi nella loro integrità sia la percezione dell'evoluzione
del pensiero dell'autore attraverso decenni di lavoro.
Ma, soprattutto, spesso non si tengono nella dovuta considerazione
gli stretti legami che la teoria dell'indicalità ha con l'intera riflessione
di Peirce, tesa dall'inizio alla fine a costruire non una semiotica
in quanto disciplina specialistica bensì un complesso (e mai compiuto)
"sistema" filosofico dal forte nucleo metafisico. Questo può lasciare
perplessi in tempi, come i nostri, in cui per lo più si considerano
tramontate definitivamente le ambizioni alla conoscenza della "realtà",
ma il riferimento a Peirce comporta anche la necessità di confrontarsi
con questa posizione inattuale.
Nel mio libro Arte del fotografico (Pistoia, CRT, 2001) ho cercato
di accennare a questi problemi ("Intermezzo 1", p. 73-82), ma esigenze
di brevità mi hanno costretto ad essere molto stringato al riguardo.
Ora alcuni interventi recenti sulla fotografia dovuti a Franco Vaccari,
Claudio Marra e Augusto Pieroni , nonché la "scoperta" (del cui ritardo
mi confesso colpevole, anche se involontariamente) di un impegnativo
saggio di Armando Fumagalli pubblicato già nel 1995 , mi spingono
a propormi e a proporre un tentativo di approfondimento dell'indicalità
fotografica alla luce del pensiero di Peirce e in dialogo con questi
interventi e contributi.
Ciò che mi prefiggo è sia una ripresa e un approfondimento di quanto
scrissi in Arte del fotografico sul complesso contesto filosofico
entro cui Peirce delinea la sua teoria dell'indicalità, sia una schedatura
(in ordine cronologico per le ragioni accennate sopra), di passi significativi
dei suoi scritti concernenti l'Indice e in particolare l'indicalità
fotografica. Ovviamente è esclusa ogni pretesa di completezza, dati
i limiti attuali della mia conoscenza dell'opera peirceana; piuttosto,
intendo avvalermi dei riferimenti testuali suggeriti da studiosi quali
Krauss, Dubois, Schaeffer, Sini, Fabbrichesi Leo, Bonfantini, Proni,
Fumagalli).
Da questa sommaria ricognizione sui testi vorrei trarre gli elementi
per potere, da un lato, individuare con maggior precisione che cosa
Peirce intenda o lasci intendere per indicalità della fotografia,
e dall'altro tentare delle riflessioni sugli interventi di Vaccari,
Marra e Pieroni a cui ho fatto riferimento sopra.
Naturalmente tutto ciò vorrebbe innescare una discussione sia con
questi studiosi sia con altri interessati all'argomento, allo scopo
non tanto - credo - di fare vere e proprie scoperte quanto - spero
- di mettere meglio a fuoco (mi si passi lo scontato gioco di parole)
concetti che sono tuttora centrali nella riflessione teorica sulla
fotografia. |
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