luoghi dell'arte
- giardini d'artista
Campo del sole
di Enrico Petti
Sorto in tre fasi tra il 1985 e il 1989, Campo del sole un parco-museo
situato a Tuoro, in Umbria, nello storico teatro della battaglia che
Annibale, il 24 giugno del 217 a. C., condusse e vinse ai danni dell'esercito
romano.
Rispetto ad analoghi tentativi di prescindere dalla tradizionale fisicit
del museo-contenitore, il caso del piccolo centro della provincia
perugina si distingue per il prevalente carattere pubblico di un'iniziativa
che riuscita a far convergere esigenze di natura urbana, ambientale
ed economica. All'inizio degli anni Ottanta, l'approssimarsi del ventiduesimo
centenario del sanguinoso evento che invest le rive del Trasimeno
divenne occasione per una celebrazione del fatto storico che sfruttasse
il potenziale socializzante dell'arte. Una zona in prossimit del
lago - Punta Navaccia - venne recuperata per la circostanza ad area
di verde pubblico e destinata a sede stabile di un insieme di sculture.
Della direzione artistica fu incaricato Enrico Crispolti, mentre alla
concreta progettazione di quello che a tutti gli effetti divenne uno
spazio urbano, come tale liberamente fruibile dalla collettivit,
avrebbero provveduto gli scultori Pietro
Cascella, Cordelia
Von den Steinen e Mauro
Berrettini.
Nel complesso furono coinvolti ventotto artisti di varia provenienza
geografica, chiamati a dare corpo a quella che Crispolti ha definito
un'"architettura di sculture". L'esibita progettualit in effetti
uno dei tratti pi singolari di Campo del sole, evidente sin dalla
scelta di un unico tema - quello della colonna in pietra - da declinare
senza escludere la commistione con altri materiali, ma restando entro
margini dimensionali anch'essi dettati a priori.
Buona parte degli elementi scultorei creati su questi presupposti
stata collocata seguendo il sinuoso andamento di una spirale caudata,
alla quale introduce una pavimentazione in pietra di forma triangolare
e con il bordo perimetrale segmentato lungo la base da tre blocchi
allineati, in origine affioranti dall'acqua. Alla destra del triangolo,
altri blocchi in sequenza innescano con discrezione il vero e proprio
sviluppo concentrico. L'intento quello di invitare il visitatore
a trascorrere con gradualit dalla dimensione lacustre che si dispiega
giusto in prossimit dell'ingresso del Campo a quella insieme terragna
e simbolicamente astrale evocata dalle stele allineate. L'apparente
univocit del percorso inoltre suggerita da un sentiero lastricato
che traccia sul manto erboso la via spiraliforme da seguire, ma che
in realt si presta a continue deviazioni, finendo per immettere in
una dimensione labirintica ricca di stimoli. L'approdo ultimo verso
cui sospingono con fare centripeto le molteplici, potenziali traiettorie
costituito da una tavola, anch'essa in pietra, su cui campeggia
un elemento plastico chiaramente allusivo al cosmo. Per Cascella,
che l'autore di questo desco, si trattato di un modo per evocare
la dimensione simposiaca e di conviviale pluralismo insita nella spirale.
Parallelamente, lo slancio verticale delle colonne e la loro collocazione
in funzione di uno schema circolare hanno autorizzato l'assimilazione
a monumenti megalitici protostorici e ai culti uranici da essi testimoniati.
Da qui l'idea di Campo del sole come di una sorta di Stonehenge dei
nostri giorni, misterioso invito ad una spiritualit da riscoprire
e da coltivare per il tramite della scultura.
All'ideale polo opposto di questa spinta ascensionale si colloca invece
la concretezza di ci che strettamente avvinto alla terra, e ad
essa strappato per fornire agli artisti la materia prevalente di cui
servirsi. Estratta da cave locali, la cosiddetta "pietra serena del
Trasimeno" - un'arenaria dal colore grigio-azzurro che col tempo e
con l'esposizione all'aperto vira in una caratteristica tonalit rosata
- costituisce pi che un semplice materiale d'occasione. L'idea di
valorizzare una risorsa del territorio ha costituito infatti la spinta
pi forte alla realizzazione del parco-museo, senza contare l'importanza
del coinvolgimento, al fianco degli scultori, di scalpellini e artigiani
di Tuoro, depositari per antica consuetudine dei pi intimi segreti
di quella pietra.
Bibliografia
E. Crispolti (a cura di), "Campo del sole. Un'architettura di sculture
a Tuoro", Tuoro sul Trasimeno, 3 voll., Milano 1986-1990.
A. Magnoni, "Nove scultori di Campo del sole", maggio/giugno 1990,
Galleria d'Arte Aminta, Siena 1990.
L. Caccia, "I Parchi-Museo di arte contemporanea in Italia. Il caso
di 'Campo del Sole' a Tuoro sul Trasimeno", tesi discussa alla Facolt
di Conservazione dei Beni Culturali, Viterbo, A.A. 2000-2001.
Notizie utili
Ubicazione:
Tuoro sul Trasimeno (PG), zona "Punta Navaccia". Si raggiunge mediante
l'Autostrada del Sole (A1) Roma-Firenze: uscita Valdichiana per chi
proviene da Nord; uscita Chiusi-Chianciano Terme da Sud.
Ingresso libero
Informazioni:
Associazione turistica pro-Tuoro, via Ritorta 1, Tuoro sul Trasimeno
(PG); tel.: 075 825220; e-mail: tuoro@edisons.it
www.comune.tuoro-sul-trasimeno.pg.it
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La tavola-desco di Pietro Cascella al centro
della spirale; visibili, da sinistra, le colonne di Staccioli, Nagasawa,
Stahly e Lionni

Veduta dinsieme del parco-museo |