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museo laboratorio d'arte contemporanea Jusuf Hadžifejzović MasterClass / Incontro con l’artista Performance: Inaugurazione mostra: Performance:
Per la prima volta in Italia, Jusuf Hadžifejzović ha presentato Depotgraphia Roma, un’installazione site-specific al MLAC, una performance di aperture tenutasi al MACRO lo scorso 2 dicembre ed una performance di chiusura realizzata presso l’Aula Magna del Palazzo del Rettorato della Sapienza il 18 gennaio. Il ciclo si conclude con una MasterClass / Incontro con Jusuf Hadžifejzović, in occasione del quale si illustrerà il lavoro dell’artista nonché il progetto realizzato per il MLAC, Depotgraphia Roma. Si tratterà inoltre anche del progetto della Sub-Documenta nel Centro commerciale Skenderjia, e del progetto della Biennale di Sarajevo nel bunker antiatomico di Konjic per la quale il MLAC è partner.
Dal 1984 Jusuf Hadžifejzović ha liberato le cose dalla cattività prima che arrivassero i tempi storici della liberazione prima del crollo del regime comunista. “Tutte le cose sono prodotte dagli uomini. La gente li utilizza ed io ho una dipendenza nei confronti di questi oggetti, testimoni muti e sinceri; li sto selezionando e assemblando negli spazi vuoti di gallerie e musei affinché insieme diventino un coro in grado di raccontare le storie dei loro produttori e possessori originari. Mi sento un troubadour che viaggia di città in città, lì dove è invitato, realizzando e mostrando le proprie depographie: Zenca Depot (1984), Sarajevo Depot, Belgrado Depot, Berlin Depot, Krakow Depot, Dunkerque Depot, Brugge Depot, Milano Depot, Strasbourg Depot, Ljubljana Depot, Antwerpen Depot, Istanbul Depot, Depographia Amerika e ora Depotgraphia Roma.
Scrive Simonetta Lux: “I suoi depots dal 1984 sono all’inizio prelievi delle “forbidden zones” del museo, visto come sistema museale certo, ma anche luogo analogo ad ogni altro “sistema” troppo chiuso, cristallizzato, autoreferenziale, ed estraneo alla percezione della alterità”. (Arte ipercontemporanea. Un certo loro sguardo, Gangemi, Roma, 2006).
Jusuf Hadžifejzović è nato a Prijepolje, ex-Jugoslavia ora Serbia, nel 1956; vive e lavora tra Sarajevo ed Anversa, in Belgio. Tra i più significativi rappresentanti del movimento di azioni e performance d’arte dell’Europa contemporanea, già noto prima della guerra civile della ex-Jugoslavia, lavora oggi a Sarajevo per ricostituire un’identità culturale nelle ultime generazioni. È stato tra i fondatori del progetto Ars Aevi (cui l’Italia, tra gli altri paesi europei, ha dato un apporto fondamentale con figure come Jannis Kounellis, Marco Baccin, Massimo Cacciari, Michelangelo Pistoletto, Joseph Kosuth e altri artisti). Jusuf Hadžifejzović è il fondatore della Jugoslava Biennale Documenta in Sarajevo dal 1984 al 1989. Tutt’ora continua il progetto intitolato Charlama Project-Sub Documenta con artisti internazionali in negozi abbandonati dei grandi magazzini Skenderjia Le sue opere sono in importanti collezioni museali e private. Ha partecipato tre volte alla Biennale di Venezia dove nel 2003 ha rappresentato la Bosnia-Erzegovina.
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