la rete reale virtuale dell'arte contemporanea

i luoghi dell'arte
a cura di Elisabetta Cristallini

giardini d'artista

società d'artista (ACIR)
fondazioni
musei
gallerie
indipendent arts spaces
ateliers
collezioni private
alberi & alberi

ACIR

Societè Anonyme – Museum of Modern Art Inc.

Società-artista:
Société Anonyme – Museum of Modern Art Inc.
Fondatori:
Katherine Sophie Dreier (Brooklyn 1877 – Milford 1952), Marcel Duchamp (Blainville 1887 – Neully 1968), Man Ray (Philadelphia 1890 – Parigi 1976)
Data di fondazione:
New York, 1920
Note:
La società venne fondata con lo scopo di promuovere l’arte moderna negli Stati Uniti..
Periodo attività:
1920-1950
n° Registrazione:
Aggiornamento: 31/05/2000

L’idea di fondare quella che sarebbe stata la Société Anonyme prese la sua forma definitiva nell’appartamento della Dreier nel quale convennero nella primavera del 1920 Duchamp e Man Ray. Nelle loro intenzioni l’associazione, oltre a lavorare per la costituzione di una collezione permanente, avrebbe dovuto allestire esposizioni temporanee, organizzare letture e convegni, tenere una biblioteca di libri d’arte, e pubblicare una rivista trimestrale. Il motivo di fondo della costituzione della società era di promuovere l’arte in un contesto che fosse svincolato dal sistema delle gallerie commerciali. Il nome "Société Anonyme" venne suggerito da Man Ray. Nella sua autobiografia l'artista americano racconta l'episodio:

"[…] in una rivista francese avevo letto per caso due parole che mi avevano affascinato: Société Anonyme. Mi ero figurato una sorta di "Società degli Innominati". Duchamp scoppio a ridere e mi spiegò che l’espressione si usava per talune grandi società a responsabilità limitata, equivaleva pressappoco all’inglese incorporated. Ma aggiunse che il nome si addiceva perfettamente a un museo moderno. […] Il nome fu così adottato all’unanimità."

La vera e propria costituzione della Société Anonyme avvenne il giorno 29 aprile 1920 in New York. I soci fondatori furono Dreier, Duchamp e Man Ray, e due uomini d’affari che furono fondamentali per la loro esperienza nel campo e il loro senso pratico Henry Hudson e Andrew McLaren legale della Dreier. Duchamp venne nominato presidente, Dreier tesoriere e Man Ray segretario. La questione della scelta del nome ci dà un’idea del modo in cui questa impresa era intesa da parte dei protagonisti. Pur mancando una qualsiasi loro dichiarazione che ne sancisca il valore simbolico o artistico, sembra emergere che comunque la fondazione della Société Anonyme poteva assumere una serie di significati che la rendevano altra cosa rispetto a una semplice iniziativa promozionale. Di fatto, soprattutto per la presenza di Duchamp, la fondazione della Société Anonyme viene letta da alcuni artisti di questo secolo - suggestionati da quello che possiamo definire il mito-Duchamp - come vera e propria operazione "artistica" cui ispirarsi.

Il giorno 30 aprile 1920 venne inaugurata la prima mostra presso i locali presi in affitto al N°19 East della 47a Strada; erano esposte sedici opere di dodici artisti: Brancusi, Bruce, Daugherty, Duchamp, Gris, Man Ray, Picabia, Ribemont-Dessaignes, Schamberg, Van Gogh, Villon e Vogeler. L'allestimento di Duchamp e Man Ray, con le pareti ricoperte da tela cerata bianca e strisce di pizzo di carta applicate sulle cornici dei quadri, può essere considerato un vero environment ante litteram.

Durante la stagione 1920-1921 il numero degli associati raggiunse il suo massimo: ottantasei di cui dodici membri attivi. La fortuna però fu breve. Dopo la partenza di Duchamp e Man Ray per l'Europa (1921) molti non rinnovarono l'iscrizione e negli anni successivi la storia della Société Anonyme non è che la storia dei caparbi tentativi della Dreier di tenere in piedi un'attività organizzativa che aveva ormai nella sua persona l'unico referente. Il fedelissimo Duchamp continuò a svolgere il suo ruolo di prezioso consigliere rimanendo però per lo più a Parigi; mentre, a parte l'aiuto iniziale, marginale fu la partecipazione di Man Ray. Tuttavia importantissimo fu il ruolo svolto dalla Société Anonyme per la promozione dell'arte moderna in America; al suo attivo un gran numero di letture, simposi e soprattutto mostre tra cui annoveriamo la prima esposizione di collage di Schwitters (1920) negli Stati Uniti, nonché le prime personali sempre negli Stati Uniti di Archipenko (1921), Jacques Villon (1922), Kandinsky (1923), Klee e David Burliuk (1924), Campedonk e Leger (1925). La mostra più importante organizzata dalla Société Anonyme nel corso della sua storia trentennale fu però quella allestita nelle sale del Brooklyn Museum nel 1926, la quale col titolo International Exhibition of Modern Art presentava una selezione di circa 300 opere di 106 artisti da circa 19 paesi diversi. Recensita su tutte le più importanti testate del paese fu paragonata per imponenza e impatto sul pubblico all’Armory Show del 1913.

Nel 1941 la Dreier donò l'intera collezione della Société Anonyme alla Yale Unversity. Al momento della donazione erano di proprietà della società opere di 141 artisti, 135 oli su tela, 7 sculture, 186 disegni e 180 tra stampe, foto e lavori di tecnica varia.

Il marchio della società era una testa di cavallo di profilo ricavata da uno stampino in gomma di una serie rappresentante i pezzi del gioco degli scacchi, che Duchamp aveva fatto realizzare alla fine del 1918. L’uso che Duchamp intendeva fare di questi stampini in gomma per allenarsi su schemi di partite è descritto in una lettera scritta a Luise Arensberg il 7 gennaio 1919 da Buenos Aires.

Marchio della Société Anonyme che compare a pagina 207 del catalogo della collezione pubblicato a cura di Dreier e Duchamp nel 1950 per le edizioni della Yale University Art Gallery, New Haven col titolo Collection of the Société Anonyme: Museum of Modern Art 1920.

 

Impronte degli stampini in gomma rappresentanti i pezzi degli scacchi riportate nella lettera di Duchamp a Louise Arensberg del 7 gennaio 1919.

Marcel Duchamp, Marcel Duchamp modellato vivo, 1967. Bronzo, marmo. Opera venduta all'asta l'11 maggio 1989 presso la sede Christie's di New York.

In questa tarda scultura il calco fuso in bronzo della maschera facciale di Duchamp appare in una sorta di intimo colloquio con quello del pezzo del cavallo dei suoi scacchi, quasi a suggerire una misteriosa identificazione spirituale.

Maurizio Calvesi nella sua interpretazione in chiave alchemica dei simboli duchampiani scrive che il cavallo del gioco degli scacchi, anche se non menziona la sua utilizzazione come emblema della Société Anonyme, può essere messo in relazione con il simbolo del cavallo così come inteso nella tradizione alchemica: "cheval […] symbole des parties volatiles de la matière (Pernety)." (Maurizio Calvesi, Duchamp invisibile, Officina Edizioni, Roma 1975, p.283). La mancanza di fini di lucro della Société Anonyme potrebbe essere ben rappresentata da un simile emblema, in evidente spirito polemico contro - e la nostra è un'ulteriore forzatura interpretativa - il rimproverato (almeno nelle affermazioni di Miss Dreier) "materialismo" di un paese interessato solo al dio profitto e perciò votato a una inevitabile decadenza: "It [America] has developed along the material rather than the immaterial, the concrete rather than the divine." (Katherine Dreier, Western Art and the New Era, Brentano, New York, 1923, p.18, riportato in Ruth L. Bohan, The Société Anonyme's Brooklyn Exhibition, UMI Research Press, Ann Arbor 1982, p.12).