ACIR
Agricola Cornelia
s.p.a.
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Società-artista:
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Agricola
Cornelia S.p.A. |
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Fondatore:
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Gianfranco
Baruchello (Livorno 1924) |
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Data
di fondazione:
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Roma
1973 |
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Note:
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Azienda
agricola (società per azioni poi convertita in società a responsabilità
limitata). |
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Periodo
attività:
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1973-1983
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| N°
Registrazione |
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| Aggiornamanto |
31/05/2000 |
Agricola Cornelia
S.p.A. è la società che Gianfranco Baruchello fonda nel 1973 come
società azionaria, successivamente convertita in società a responsabilità
limitata. La società svolge tutte le attività proprie dell'azienda
agricola, dalla coltivazione di ortaggi e alberi da frutto all'allevamento
di ovini, presso la proprietà di Baruchello al Km.6,5 di Via di Santa
Cornelia ai confini del territorio del Comune di Roma. L'esperienza
che dura sino al 1983 ispira direttamente una serie di quadri, intitolata
Agricola Cornelia, del 1978, e altri pezzi come Questio de aqua et
terra del 1981.
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Gianfranco
Baruchello
Agricola Cornelia V, 1978
Smalti e china su cartone
cm 33x40. |
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Gianfranco
Baruchello
Questio de aqua et terra, 1981
Tecnica mista su alluminio
cm 100x100.
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Ma tutta l'operazione è da considerarsi un'opera d'arte in sé. Questa
più complessa intenzione trova espressione in due libri di Baruchello.
Il primo, Agricola Cornelia S.p.A. 1973-1981 del 1981 (edizioni Exit,
Bologna) è stampato in occasione della mostra alla Galleria di Carla
Pellegrini a Milano di quello stesso anno, nella quale erano esposti
materiali, oggetti, fotografie e alcuni dei quadri menzionati.
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Gianfranco
Baruchello,
Agricola Cornelia S.p.A.
1973-1981, Edizioni Exit,
Bologna 1981,
cm 21x15, pagine totali 62, brossura editoriale.
Copertina del libro stampato in mille esemplari bilingue in
occasione della mostra omonima di Baruchello alla Galleria di
Carla Pellegrini a Milano del 1981.
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Ma è nel secondo libro, scritto in inglese a quattro mani con Henry
Martin e intitolato How to imagine (McPherson & Company, New York
1983), che l'operazione viene ricostruita nella molteplicità dei suoi
aspetti. Tutto ha inizio con l'acquisto nel 1973 del casolare e del
giardino circostante di quasi un ettaro, motivato da un vago desiderio
di ritorno alla terra, ai suoi miti, ai suoi riti, ma anche ai rapporti
di lavoro che su di essa si instaurano. Progressivamente inizia l'occupazione
dei campi adiacenti, per circa altri otto ettari di terra. Baruchello
racconta come quei terreni fossero destinati dai rispettivi proprietari
ad una speculazione edilizia, per cui il suo gesto d'occupazione e
messa a coltura assumevano i connotati di un gesto politico e, come
dichiarerà lui stesso più tardi "di vago sapore sessantottesco". Di
fatto fino al 1975 Baruchello considera questo suo operare una specie
di happening artistico-politico. Successivamente acquisterà i terreni
occupati e darà avvio ad una profonda riflessione sul rapporto tra
arte, vita, e economia; una riflessione, una critica vissuta nell'esperienza
materiale dell'attività di agricoltore, affrontando la realtà di tutte
le leggi del capitale. Sin dall'inizio Baruchello rileva la difficoltà
di scorgere dell'"arte" in ciò che sta facendo. Se nei quadri e in
belle pagine dei suoi libri alcuni elementi vengono trasfigurati poeticamente,
la dimensione puramente tecnica ed economica dell'impresa sembra refrattaria
a qualsiasi lettura estetizzante; tuttavia Baruchello non cede mai
alla tentazione di conferirle tout court lo statuto di "opera d'arte"
attraverso un atto di proclamazione da rendere visibile attraverso
una mostra organizzata ad hoc. Vuole che le relazioni di tipo economico
entrino in rapporto con l'estetica in modo nuovo, non semplicemente
per assunzione diretta. In quella sorta di "laboratorio" che è la
sua azienda l'arte sarebbe potuta diventare parte di un'attività commerciale
che non era quella del suo specifico mercato: "The polemic was simply
a question of deciding that the growing of potatoes is a work of art
[
] Of growing them and then of giving them away, no, not even that.
Rather of growing them and then of selling them". (Gianfranco Baruchello,
Henry Martin, How to imagine, McPherson & Company, New York 1983,
p.37) I suoi due libri Agricola Cornelia S.p.A. e How to imagine sono
i documenti fondamentali in cui finisce per sostanziarsi il tentativo,
non tanto di definire, quanto di far percepire il senso dell'esperienza.
In questo senso i due libri sono da considerarsi due veri e propri
manuali (how to) di "istruzioni" per l'esercizio della libera immaginazione
e di uno sguardo capace di cogliere significati oltre l'apparenza
superficiale delle cose. Bibliografia essenziale Gianfranco Baruchello,
Agricola Cornelia S.p.A. 1973-1981, Exit, Bologna 1981 Gianfranco
Baruchello, Heny Martin, How to imagine, Mc Pherson & Company, New
York 1983 Gianfranco Baruchello, Heny Martin, Why Duchamp, Mc Pherson
& Company, New York 1985 Enico Crispolti, Extra-media, Ed. Studio
Forma, Torino 1978 Carla Subrizi, Gianfranco Baruchello, in "Flash
Art", Anno XXVII, N°183, aprile 1994 Carla Subrizi (a c. di), Mundus,
Roma, catalogo mostra (Roma. Museo Laboratorio delle Arti Contemporanee,
25 marzo - 23 aprile 1997), Diagonale, Roma 1997 Carla Subrizi Carla
(a c. di), Baruchello. Secondo Natura, Museo Laboratorio delle Arti
Contemporanee di Viterbo e Diagonale, Viterbo, 1997 Tommaso Trini,
Introduzione a Baruchello, Ed. Schwarz, Milano 1975 Video Gianfranco
Baruchello, Sull'Agricola Cornelia, 1983. VHS colore. Durata 20'.