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Diego Rivera Opere

Scheda di Lucrezia Cippitelli

la crèation

tecnica mista (encausto e collage con inserzioni d'oro),
anfiteatro Bolivar del museo nazionale dell'Antico Collegio di San Idelfonso, Città del Messico.

In ordine cronologico è questo il primo murale realizzato nella Escuela Nacional preparatoria. Quando nel 1922 Diego Rivera si appresta a lavorare dentro la sala grande (poi trasformata in un teatro) è tornato da soli sei mesi in Messico dopo una lunga permanenza a Parigi dove avevastudiato pittura e lavorato per quasi dieci anni assorbendo tutte quelle caratteristiche che vengono generalmente ricondotte sotto l'etichetta Ecole de Paris. Durante il suo soggiorno in Europa si era inoltre dedicato allo studio della pittura italiana: quella classica (romana e bizantina) e quella rinascimentale, recandosi a studiarle a Roma, Firenze e Ravenna durante un viaggio in Italia. Il dipinto può essere letto in primo luogo alla luce dell'esperienza formativa europea di Rivera: la solidità dei volumi e la stabilità delle figure sono legate alla lezione di Cézanne e delle ricerche cubiste.I panneggi, la composizione classica dell'insieme delle figure, disposte in maniera simmetrica sui due lati dell'encausto seguendo uno schema triangolare, l'uso dell'iconografia cristiana nel rappresentare le divinità ed i santi sono riconducibili all'esperienza italiana di Rivera. Rivera decide di procedere per il suo murale esattamente come gli artisti italiani del Cinquecento: prima traccia il disegno a carboncino, "...il disegno, l'arte divina, base di ognicostruzione plastica, scheletro di ogni opera buona, legge eterna che ogni artefice deve seguire...", e poi lavora a giornate usando il metodo del colore steso con la cera. Non è forse un caso che quasi contemporaneamente in Europa si parli di ritorno al mestiere. Un altro modello a cui sicuramente Rivera ha guardato è Gaugin, la cui influenza è riscontrabile dal punto di vista pittorico osservando la stesura compatta dei colori, racchiusa dentro il netto contorno nero; in secondo luogo, guardando le immagini, nella visione idealizzata e naif delle figure umane, in particolare degli indigeni. Gli elementi qui sopra riportati, si fondono nel dipinto con lo spirito pienamente messicano di Rivera, ponendo pienamente l'opera nel contesto del rinnovamento della pittura messicana. Alla luce di questi fatti, si possono individuare nel murale di Rivera gli elementi che lo pongono in pieno nel contesto del ritorno alla tradizione messicana: i colori vivi, i personaggi tipicamente messicani (indios e meticci) che fanno contrasto con l'impostazione così classica del dipinto.

Tenochtitlan
1929 - 1930, scalone del Palacio nacional, Città del Messico

veduta del ciclo della Secretaria de la Educacion Publica

1922- 1928 Città del Messico


El hombre controlador de l'universo

particolare, pannello centrale, 1934, Palacio de bellas Artes, Città del Messico