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la
rete reale virtuale dell'arte contemporanea
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extensions Un Viaggio
nella Net Art
Le pagine web sono luogo delle sperimentazioni più varie. In molti casi gli artisti considerano i siti come delle vere e proprie opere. È abbastanza improbabile arrivare per caso su queste pagine, bisogna cercarle con ostinazione ed essere pronti a qualsiasi tipo di esperienza visiva. Sostengo questo, perché chi non ha un minimo di esperienza nel navigare in internet, trovandosi di fronte una pagina come http://text.jodi.org/ penserebbe sicuramente di aver sbagliato qualcosa.
Una delle caratteristiche principali della net art è proprio quella di spiazzare completamente il visitatore rispetto a ciò che è abituato a vedere. Quando digitiamo un indirizzo o clicchiamo su un collegamento, ci aspettiamo di trovare una homepage che indichi le caratteristiche di ciò che cerchiamo. Nel momento in cui ci troviamo di fronte ad una finestrella d'errore come quella degli 01.org, pensiamo ad un mossa sbagliata ed usciamo, per evitare magari qualche contagio, chiudendo, però, anche la possibilità di accedere ad un mondo del tutto nuovo. Nel caso in cui la nostra curiosità sia più forte della paura dei virus e ci venisse l'idea di continuare, cliccando su quell'errore scopriremmo che è soltanto un tentativo, molto ben architettato, di eludere il sistema convenzionale della comunicazione visiva. In questo modo gli 01.org, 4bad nostrani, hanno elaborato il loro sito www.0100101110101101.org basandosi sull'errore, costruendo l' homepage come se si trattasse di un Parent Directory all'interno del loro computer al quale il visitatore ha avuto accesso e nel quale può aprire i "file di sistema" per vedere le opere che contengono.
Questo è
soltanto una piccolissima parte di ciò che sono riusciti a
fare questi sconosciuti giovani italiani; i più curiosi possono
documentarsi in http://www.ecn.org/thingnet/frameset.html,
Il progetto più vasto ed interessante è la loro mappa. http://map.jodi.org/ che fornisce le coordinate per le pagine più importanti per chi utilizza la rete come vero e proprio strumento creativo.
Ad esempio http://www.da-da-net.ru/TrashArt/bins.asp collega ad un web russo che propone un festival internazionale dell'arte trash.
La pagina vincitrice del "progetto anarchico", una delle tre parti in cui si suddivide il concorso, si apre come se il sistema operativo non avesse lo script adatto: "M.s.t." di Frederic Madre,http://pleine-peau.com/n7/fred/mst.html, in realtà è proprio questo l'Inadatto che diventa concetto, Inadatto che può essere visitato e che ha infiniti collegamenti impossibili da esplorare con una sola visita.
Sempre nella jodimap,
nella stessa ellissi della trash art, troviamo una delle comunità
più vaste della rete http://rhizome.org:
il nome rizoma ci suggerisce il tipo di progetto intrapreso da più
di 70 paesi del mondo. Come una radice virtuale, rhizome connette
gli artisti e le opere nella rete telematica. Nell'artbase si trova
una lista ragionata di tutte le operazioni compiute sul web rispetto
ai criteri del gruppo. Il loro metodo selettivo http://rhizome.org/artbase/9.php3
può essere utile per entrare nell'ottica di una possibile critica
artistica su questo particolare tipo di arte. Qualunque sia l'opinione
di ciascuno di noi, rhizome dà la possibilità di osservare
senza perdersi, di reperire informazioni senza impazzire e di contattare
direttamente gli autori.
Vusic, inoltre, propone alcune particolari interpretazioni della storia dell'arte, delle immagini animate, dei film e della musica attraverso una operazione di sintesi molto divertente. Un esempio esilarante è la storia dell'arte per aeroporti http://www.ljudmila.org/~vuk/history/: i miti dell'immagine e dell'immaginazione, da Lascaux a net artist come Shulgin, sono ridotti all'essenzialità della comunicazione per simboli aeroportuali.
Per associazione di idee mi viene in mente http://rhizome.org/artbase/1690/index.html, l'absolute net art del bambino prodigio Eryk Salvaggio, ispirata alla famosa serie di pubblicità della Vodka Absolute.
Oltre ad una buona occasione per sorridere, questa lista ci aiuta anche a capire quali sono gli artisti più conosciuti. Se volessimo ricostruire una storia della net art non potremmo ad esempio non considerare Alexi Shulgin: http://www.c3.hu/collection/form/, Shulgin, il "rettangolista", utilizza i bottoni rettangolari che, di solito, sullo schermo indicano i collegamenti e le checkboxes, le caselline quadrate che vanno riempite nei questionari. Nella Form Art Competition, dedicata completamente a questo tipo di produzione, si può interagire e giocare o addirittura partecipare alla creazione di un nuovo spazio.
Non necessariamente
un sito per avere un interesse critico deve dichiararsi artistico.
L'essenzialità è una caratteristica comune a molti siti
della rete, soprattutto quelli che prevedono l'interazione.
La stessa facilità
nella lettura e nell'interazione ci è data dalla produzione
di John F. Simon Jr.
In http://unfoldingobject.guggenheim.org/ l'oggetto, che si apre cliccando man mano sulle parti di un rettangolo, è "esposto", in tutta la sua interazione, accanto ad un'altra opera importante per il web: la net.flag di Mark Napier, una bandiera in continua evoluzione che può essere creata dal visitatore scegliendo tra una numerosa gamma di colori e di simboli internazionali.
Ma il lavoro di Napier, più bello da vedere e interessante da conoscere, è il suo sito-opera: http://www.potatoland.org/pl.htm. Una cornice che non contiene una serie di scritte sovrapposte e cliccabili, così si presenta la homepage della terra delle patate, fornendo una serie di spunti che ci fanno intuire una sapiente conoscenza del web e della storia dell'arte del novecento. Dal 1995 Napier ha spostato il suo atelier in rete lavorando ad una serie di progetti come Digital Landfill, la discarica digitale di script, cifre binarie, banner ecc, The Distorted Barbie, che ci induce ad una riflessione sull'uso e significato del corpo attraverso l'icona femminile più distribuita al mondo, fino ai suoi ultimi lavori che vanno dall'optical interattivo di pulse e p.Soup alla citata bandiera in progress.
Come Napier, molti altri net artists dedicano una particolare attenzione al corpo. Nello spazio virtuale di Marcello Mazzella, http://rhizome.org/artbase/2671/Bodydrome/index.html, il corpo diventa una pista di atterraggio in animazione flash. Entrando nel bodydrome, si possono compiere una serie di operazioni cliccando sulle costole: deformare la faccia di un budda, clonare la pecorella dolly, far atterrare un aereo sulla pancia di un uomo. Il corpo diventa luogo di clonazione, sperimentazione genetica e di interazione sonora.
Invece, Arcangel Costantini, nel suo http://www.unosunosyunosceros.com/indexF/04index.html, considera il corpo come macchina che riproduce la creazione della mente. Attraverso l'evoluzione dello spazio elettronico di unosuno, la mente raggiunge, secondo l'artista, un punto, una dimensione, in cui riesce a liberarsi dal corpo per immergersi nella creazione dello spazio onirico.
Arrivati a questo
punto sarebbe interessante tirare le somme e cercare di ricostruire
questo percorso virtuale, con l'obiettivo di trovare un elemento di
unione tra tutte queste citazioni artistiche; una caratteristica che
riguarda in maniera particolare il modo di ciascuno di noi di cercare
le cose rispetto a ciò che ci affascina di più e che
ci incuriosisce. Parafrasando il lavoro di Akane Asaoka,
La conclusione ottimale per questo tipo di lavoro non può che essere il progetto gridcosm, http://www.sito.org/cgi-bin/pagify/synergy/gridcosm/, un lavoro infinito che vede la partecipazione di molti giovani artisti net impegnati dal 1999 nella creazione di un smisurato collage di immagini. Il lavoro richiede da parte del visitatore l'esplorazione dei particolari che più interessano, particolari che si possono ingrandire all'infinito. Un blow up che mostra di volta in volta elementi nuovi cliccabili, che conducono ad un luogo che non esiste, luogo costituito da tutte quelle immagini che ci sembrano più familiari, che ci piacciono o dispiacciono visivamente, o che semplicemente stimolano i nostri sensi.
Ricerche prodotte
nell'ambito dello Stage/Master in Cura Critica ed Installazione Museale
del Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell'Università
di Roma "La Sapienza", maggio 2002. |
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